L'Impero Delle Ombre Official Website | Black Widow Records Official Website




L’Impero Delle Ombre sono la nuova scoperta della Black Widow Records, che da poche settimane ha pubblicato il loro splendido album d’esordio. Usciti allo scoperto solo ultimamente, in realtà sono una band con parecchi anni di gavetta alle spalle, in cui militano anche due vecchie conoscenze come i fratelli Caroli, protagonisti negli anni 80 con i Sabotage. Le menti della band sono però Giovanni Cardellino, cantante con la passione per l’occultismo e autore tra l’altro di tutti i testi, e suo fratello Andrea Cardellino, chitarrista influenzato da artisti quali Tony Iommi e Jimi Hendrix. Il loro cd è pregno di sonorità dark-prog anni 70, e chiama in causa bands storiche quali Atomic Rooster, Coven e Dr.Z ma anche Biglietto Per L’inferno e Balletto Di Bronzo, storiche icone della scena prog italiana dei seventies. In questa intervista i due leaders ci presentano il loro album omonimo e ci spiegano la filosofia del loro “Cemetery Rock”!

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Parlateci dei vostri esordi. Come si sono formati gli Impero Delle Ombre?
Giovanni: Questo progetto è nato nel '95 su mia iniziativa ed eseguivamo covers, fattore che ci contraddistingueva dalle altre bands era la scelta delle stesse, imperniata sul dark doom dei vari Death SS, Paul Chain, Black Widow, Black Sabbath, e l'improvvisazione tipica degli anni '70. Eccentrici alcuni concerti "shock-rock" in costumi orrorifici.

Come siete venuti in contatto con i fratelli Caroli, ex Sabotage?
Giovanni: Verso la fine del 2002 ho conosciuto i Caroli bros, io sono un loro fan dell'era Sabotage, come di tutta la scena metal italiana anni '80. Abbiamo parlato un po' dei magici tempi d'oro e ci siamo accorti all'istante che era scoccata la scintilla artistica tra di noi! Io mi sono trasferito da loro a Firenze per un periodo, si è cercato di riportare in pista i Sabotage con me alla voce. Un grande onore! Purtroppo però, per carenze nella line-up, non si è potuta realizzare la cosa e ho proposto il mio vecchio progetto reclutando mio fratello Andrea alla chitarra, il resto è storia recente. Voglio ringraziare pubblicamente Dario ed Enrico Caroli per la loro disponibilità e grande modestia, nonostante siano una sezione ritmica storica. Io sono stato il regista di questo lavoro ma si è potuto realizzare grazie a loro e alla grande professionalità del tecnico ed ingegnere del nostro disco Sandro Massa.

So che adesso sono stati sostituiti da una nuova sezione ritmica. Potete dirci i motivi di questa separazione e parlarci dei nuovi arrivati?
Giovanni: Allora, c'è stato finora un po' di chaos per quel che riguarda la formazione, dovuto al fatto che il gruppo siamo io e mio fratello e dove andiamo noi, ci segue. Questo perché dal Salento siamo andati in Toscana e abbiamo suonato coi Caroli e dalla Toscana di nuovo nel Salento, ma ti preannuncio che a breve faremo ritorno in quel di Firenze con il conseguente ripristino della vecchia line-up: Cardellino-Cardellino/Caroli-Caroli. Ci tengo a ringraziare comunque gli elementi che hanno suonato con noi in quest'ultimo periodo, ossia Ilario al basso, Luca alle tastiere e Simon alla batteria.

A cosa è dovuta la vostra passione per l'occultismo e l'aldilà?
Giovanni: E chi può dirlo! Sono interessi e suggestioni primordiali ben radicate all'interno dell'animo umano dal momento della sua comparsa sulla terra. Personaggi ben più blasonati di me sostengono sia l'esorcismo di ataviche paure. Il fascino del mistero, la ricerca della sacra fiamma della conoscenza. E' tutto questo, con la consapevolezza che non esiste solo il mondo della materia, ma anche altri piani più spirituali ed eterei.

C'è un significato particolare dietro il monicker L'Impero Delle Ombre?
Giovanni: E' sinonimo di Inferno, un po' quello di tutti i giorni se vuoi, e si ricollega alle tematiche di cui sopra. Lo trassi da un saggio di magia evocativa di Reggiani.

Quali sono gli artisti che vi hanno maggiormente influenzato?
Andrea: Ascoltando il disco si sentono chiaramente le influenze di gruppi come Black Sabbath, Death SS, Paul Chain, Black Widow, Witchfinder General, Angel Witch e tanti altri gruppi del cosiddetto movimento dark sound dei '70. Tuttavia nel nostro background ci sono molti gruppi (più convenzionali) che hanno fatto la storia del rock. Per me i chitarristi come David Gilmour, Toni Iommi, Blackmore e naturalmente il più grande di tutti i tempi…Hendrix! sono delle inesauribili fonti di ispirazione e di conoscenza.

Come nascono le vostre canzoni? Avete un procedimento particolare per comporre?
Andrea: In genere le nostre canzoni nascono da un'idea, da un riff improvvisato, da una linea melodica sempre comunque molto naturalmente senza alcuna forzatura, crediamo molto nell'improvvisazione e ci interessa mettere in evidenza il carattere musicale di tutti i componenti della band.

Per definire il vostro stile avete coniato il termine "Cemetery Rock". A cosa è dovuta questa definizione?
Giovanni: Non ha nulla a che vedere con l'iconografia tipica di certi horror movies, è qualcosa di più profondo e interiore, della sfera delle sensazioni e dei sentimenti, come un ponte spirituale con l'aldilà. Io stesso da anni per motivi di lavoro ho passato molto tempo in luoghi quali chiese e cimiteri, subendone ovviamente il triste fascino. Unisci questo all'ascolto intenso di artisti tipo Candlemass, Saint Vitus e Paul Chain. Sembra macabro, ma non è morboso ti assicuro…Ma hai visto i telegiornali e la TV?

Come siete venuti in contatto con la Black Widow Records? Come sono i rapporti con questa etichetta e come vi trovate a lavorare con loro?
Giovanni: Ho conosciuto Massimo, uno dei soci, qualche anno fa ad una fiera del disco, persona acuta ed intelligente, e gli promisi che un giorno gli avrei fatto sentire qualcosa di mio e che adoravo le sue produzioni. E così è stato! Insieme a lui, Alberto e Pino sono persone fantastiche con una cultura musicale fuori dalla media, "artisti che producono artisti", non mero mercato musicale. Hanno resuscitato Black Widow, High Tide, Antonius Rex, Ripper, Pentagram e Ange tra gli altri, stampano ancora il vinile! Beh! Il massimo!

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Tra i vostri brani mi ha molto colpito "Tormento Ed Estasi (di anime inquiete attratte dal nero)", in cui se non erro attaccate i satanisti e i fanatici religiosi. Potete parlarci di questo brano?
Andrea: In realtà non attacchiamo nessuno, ma esprimiamo solo il nostro pensiero in tema di fanatismo religioso da entrambe le parti. Non condividiamo le scelte di molti nostri coetanei che per combattere una forma di oscurantismo come quello cattolico abbracciano altre forme di estremismo a volte pericoloso. Vorremmo che la gente si fermasse un po' a pensare.

Mi sembra di capire che nonostante la vostra passione per l'occultismo non siete religiosi. Ho colto nel segno?
Giovanni: Si, decisamente! Le reputiamo non solo l'oppio dei popoli, ma pure l'odio che arma le loro mani.

Come mai avete deciso di inserire una traccia recitata quale "Nel Giardino" nel vostro album?
Andrea: Ci è sembrato ottima per introdurre un brano come "Il Giardino Dei Morti", e poi quel monologo riassume perfettamente lo spirito di questo gruppo che vuole raccontare la morte come una figura sempre presente nella vita di tutti noi con una scioccante ma elegante teatralità!

Le ultime 4 tracce sono legate tra di loro da un unico filo conduttore. Avete mai pensato di incidere un concept album sull'aldilà?
Giovanni: No, ma se un giorno mi venisse in testa potrebbe essere, chi lo sa!

Nel libretto del vostro CD le liriche di "L'Angoscia" (quarta parte della suite "Ghost") sono scritte con i caratteri al contrario. Come mai questa curiosa scelta?
Giovanni: E' stata una mia trovata che si sposa bene con quel recitato appena intuibile per creare un po' di mistero e phatos, e una attenzione maggiore in chi ascolta quella parte, che volendo può pure leggere... in un certo modo però!

In "Corpus Animae Et Spiritus" si sentono le influenze di una cult-band dei seventies, i Dr.Z, che tra l'altro vengono ringraziati nelle note del CD. Cosa ne pensate di questa band e di altre realtà della scena underground dei seventies come Coven, Dust e Necromandus?
Andrea: Innanzitutto grazie per averci paragonato ai grandi Dr.Z che amiamo moltissimo. "Corpus Animae Et Spiritus" è un brano basato sulle tastiere ed orchestrazioni, però si muove su arie differenti dal capolavoro di Keith Keyes. Il nostro brano all'inizio è una sorta di "Dies Irae" e si apre in un finale orchestrale imponente. Volevamo che sembrasse una colonna sonora. Io e mio fratello siamo due cultori di quel movimento dark prog '70, pensiamo che ci siamo molte gemme nascoste nei solchi di gruppi poco conosciuti e non è difficile che nella nostra musica se ne senta qualche influenza.

Per ora non avete in formazione un tastierista fisso, nonostante le tastiere svolgano un ruolo piuttosto importante nell'economia del vostro sound. Avete intenzione di assumerne uno in pianta stabile, oppure continuerete ad affidarvi ad un esterno?
Andrea: Le tastiere presenti sul disco sono state suonate da Sandro, il nostro ingegnere del suono. Abbiamo comunque intenzione di trovare un tastierista fisso che sia veramente interessato a suonare questo genere di musica, qualcuno che entri davvero nello spirito del nostro sound. Finché questo non avverrà ci affideremo ancora ad un session man.

Riguardo la scena prog italiana, io penso che, nel corso degli anni, sia stata eccessivamente mitizzata, nonostante l'indubbia bravura di bands come Balletto di Bronzo, Rovescio della Medaglia, Trip, Campo di Marte, ecc. Sei d'accordo con il mio parere e più in generale apprezzi la questa scena?
Andrea: Beh, sicuramente non tutti gli album della scena prog italiana sono dei capolavori, ma anche noi abbiamo avuto dei grandi act come quelli che hai nominato come Biglietto per l'inferno, Osanna, Cervello, Metamorfosi e naturalmente i più conosciuti PFM, Banco e Orme.

Ultimamente avete suonato con i Death SS, com'è andata questa esperienza? C'è qualche curioso retroscena che ci potete raccontare?
Giovanni: I Death SS, specie del passato, sono tra le nostre band preferite, quindi per noi è stato un onore e un sogno realizzato. Però per quel che riguarda la nostra esperienza, quel concerto è stato molto discutibile, ti giuro che a me in anni di underground non mi era mai capitato nulla di così squallido e poco professionale! Buttai lì in un angolino buio del backstage, senza microfoni sul palco, casse spia scadenti, nessun sound check, nessuna ricompensa, e di conseguenza il nostro show ne ha risentito pesantemente. Questa è l'Italia! Vergogna! (Il creatore di The Rock Explosion concorda, "Italia, vergogna!" N.d.t.)

Riuscite a ricreare anche nella dimensione live le medesime atmosfere mistiche del CD oppure preferite dare alle vostre esibizioni un taglio più diretto?
Andrea: Si, anche dal vivo vogliamo creare quell'atmosfera inquietante, ma contiamo molto sull'impatto che deve essere comunque heavy.

La scelta di cantare in italiano è coraggiosa ma a mio parere può penalizzarvi per quanto riguarda il mercato estero. Avete mai pensato di incidere anche una versione dell'album cantata in inglese? E' uno stratagemma che, per esempio, la Premiata Forneria Marconi ha usato più di una volta!
Giovanni: Se è per questo, anche Orme, Rovescio della Medaglia, Banco! Quella dell'inglese è un'idea che mi è venuta per un singolo, cioè cantare uno dei pezzi del disco in inglese, ma non so se e quando verrà realizzata. Del mercato estero "M'importa una sega!", così dicono a Firenze.

Tra i gruppi che sono in voga adesso c'è qualcosa che apprezzate particolarmente? E al contrario c'è qualche band che proprio il cui successo vi fa esclamare: "Ma come fanno ad apprezzare questa robaccia!"?
Giovanni: La scena odierna onestamente ci interessa pochissimo, fenomeni temporanei come il nu metal, il black metal, l'happy power metal di plastica lasciano il tempo che trovano! Se dobbiamo acquistare della buona musica ci rivolgiamo o a vecchi album degli anni '70, o al metal degli '80 o a novità di band minori sul piano commerciale, ma non certo artistico, come Presence, Abiogenesi, Il Segno del Comando e Fiaba.

Quali sono i 5 LP's che portereste su di un'isola deserta?
Giovanni: "Ummagamma" dei Pink Floyd, "Sacrifice" dei Black Widow, "The story of Death SS" , "Powerslave" degli Iron Maiden e il primo della Strana Officina.
Andrea: "Omonimo" dei Black Sabbath, "Sacrifice" dei Black Widow, "Hard Attack" dei Dust, "omonimo" degli High Tide e "The Dark Side Of The Moon" dei Pink Floyd.

Avete già pronti alcuni brani per il prossimo CD? E comunque potete darci qualche anticipazione riguardo ai vostri piani futuri?
Andrea: Abbiamo qualche brano su cui stiamo lavorando che si muoverà sulle medesime coordinate del primo, speriamo di fare qualche concerto in situazioni stimolanti.

Spazio libero, potete aggiungere quello che volete. Grazie per la vostra collaborazione!
Giovanni: Visitate il nostro sito www.limperodelleombre.it, e supportate maggiormente la scena italiana più genuina e artistica. Spero di vedervi presto dal vivo. Grazie per l'attenzione a te, a The Rock Explosion e ai lettori. Kcor Yretemec!

Intervista realizzata da Andrea Zazzarini

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